Il popolo greco ha detto no alla proposta dei creditori. Ora la palla passa ai leader degli stati europei che dovranno scegliere se cacciare la Grecia e rinunciare totalmente al credito perdendo, probabilmente ,anche i titoli di stato greci, oppure salvare la Grecia riconoscendogli uno sconto consistente sul debito. Nel primo caso l'Unione Europa si assume la responsabilità di avviare la Grecia verso il default, nel secondo caso ammette la sconfitta delle politiche di Austerità che sono alla base del trattato Europeo.
Non esiste una terza via. Quando il debito diventa insostenibile le politiche di Austerità sono un aggravante della crisi.La dilazione dei pagamenti e il piano delle riforme non consentiranno mai alla Grecia di intravedere una speranza di ripresa. L'esperienza Argentina, seppur con i dovuti distinguo, insegna che con il default si può ripartire. Ma Tsipras , a differenza del suo ministro economico, vuole evitare il punto di non ritorno e intende continuare la partita per vincere contro i conservatori europei e il pse. Ottenere il taglio sul debito lo incoronerebbe nuovo leader d'Europa. La Merkel e Schulz , già umiliati dall'esito del referendum, accetteranno tale ipotesi? Lo scopriremo tra poche ore. Una cosa è certa. Gli unici che non hanno nulla da perdere sono le banche europee , le quali ,nel 2012 ,hanno trasferito il debito della Grecia agli Stati membri.
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